di me? E gli innumerevoli esseri che potevi scegliere al mio posto e hai scelto me? Son tutta di Dio. E quando la persona si fa incontro a Dio, quando la persona emette la Professione: “Tutta mi offro, dono e consacro”, dà a Dio quello che ha ricevuto. È suo. Che cosa hai di te? Cosa tieni di tuo? Quid habes quod non accepisti? Et si omnia accepisti? (1Cor 4,7) [Che cosa possiedi che tu non abbia ricevuto?]. E se tutto hai ricevuto, perché gloriarti di qualche cosa? Perché sei intelligente, perché hai bella voce, perché hai buona salute, perché sei abile nelle cose, perché hai qualche cosa? Qualche cosa che è di Dio, in deposito, affidato a te, perché lo glorifichi e glorificandolo ti fai santa, degna di Dio, degna quindi di Dio Padre, il quale ti riceverà in paradiso, alla fine. Ecco tutto. Mi hai creata. E questo Signore, Dio Padre, perché ci ha creati? Ci ha creati per farci felici. Ci ha creati perché un giorno, attorno alla sua mensa paterna, noi circondassimo lui come figliuoli buoni, e con lui partecipare alla gioia eterna: ut sedeatis et bibatis in regno Patris mei (cfr. Lc 22,29-30) [siederete e berrete nel regno del Padre mio]. Creati per il cielo.
Non ci aspettava, secondo la natura, questo, ma ci ha creato per il cielo, cioè partecipi della sua beatitudine eterna. Però, per esser partecipi della beatitudine eterna, occorre la grazia, cioè la vita divina in noi. “Di avermi creato, fatto cristiano”. Noi potevamo nascere tra i popoli infedeli. Se ora sono quasi tre miliardi gli uomini sulla terra, [e oggi 7 miliardi e mezzo] quanti hanno conosciuto Gesù Cristo? Quanti hanno ricevuto la vita eterna, cioè, la grazia? Quanti, fatti cristiani? Fatti cristiani cattolici, meno di un sesto. Quindi preferiti: fra sei, uno. Tu, preferita fra sei, numerando i cattolici, mettendo da parte quelli che non sono cattolici, cioè i protestanti, gli eretici in generale, gli scismatici. Fatta nascere nella Chiesa cattolica. E ti ha dato la vita soprannaturale. Quando, bambino, sei stato portato alla chiesa, il sacerdote venendoti incontro ha chiesto: che cosa domandi alla Chiesa? Perché vieni in questa chiesa? Il padrino ha risposto: Fidem [= la fede]. Domando la fede. E perché la fede? Che vantaggio c’è? La vita eterna.
La fede mi dà la vita eterna, il paradiso. E allora, se vuoi proprio il paradiso, va avanti, avvicinati. E quindi il bambino va verso il battistero accompagnato dal sacerdote e dalla madrina e dal padrino. E lì nasci una seconda volta, nello Spirito Santo: ex aqua et Spiritu Sancto, la seconda nascita. Nisi quis renatus fuerit ex aqua et baptismo [Se uno non sarà rinato dall’acqua e dallo Spirito Santo], e cioè, ex aqua et Spiritu Sancto (cfr. Gv 3,5)... Oh, in quel momento, fatto cristiano! “Di avermi creato e fatto cristiano” cioè, fratello di Gesù Cristo, sorella di Gesù Cristo, erede, quindi, con Gesù Cristo, di Dio Padre. Si filii et haeredes, haeredes. Dei, cohaeredes Christi (Rm 8,17) [Se figlio ed erede, erede di Dio, coerede di Cristo]. Oh, la grande grazia!
Uno fra sei. E che merito avevamo? Niente. Non c’eravamo, non potevamo meritar nulla. È tutta misericordia. Non ci sentiamo come annientati davanti a Dio? E dire proprio: io sono il nulla e tu sei il Tutto? E come fa a nascere ancora in noi la superbia, la vanità, l’ambizione, il gloriarsi di quel che è di Dio… perché hai l’intelligenza? Ma è di Dio. Ti glori di quello che ha la tua vicina, la sorella vicina? E no, non è tuo. E ti glori di quello che è di Dio? E tu stoltamente, ti glori? Averti fatto cristiano. Notando che questo nostro Padre celeste ha aggiunto grazia a grazia (cfr. Gv 1,16), misericordia a misericordia. Quanti anni prima il Signore ti ha preparato un buon padre, una buona madre, prima che nascessi? Era un bambino, è cresciuto, il Signore lo ha arricchito di grazia; ti ha preparato un padre e una madre, molto prima. Quindi le grazie sono cominciate prima. Esser nati da buoni genitori, genitori cattolici, cristiani, anche, alle volte, molto ferventi, distinti fra i fedeli. E ti ha fatto nascere in una parrocchia cattolica, in un ambiente, quindi, parrocchiale dove hai cominciato a conoscere il Signore, dove hai incontrato la prima volta Gesù, dove la prima volta hai chiesto perdono dei tuoi peccati, e ti ha preparato, da tanti anni in antecedenza, un buon parroco, un buon confessore, un buon catechista, un buon predicatore, un ambiente sano, un ambiente buono, favorevole, perché il Signore ti ha destinata come una pianta che deve vivere in paesi caldi. Piante che vivono in paesi caldi soltanto e, portate in paesi freddi, muoiono. […] Il Signore ti ha amato prima che tu nascessi e ti ha preparato un nido caldo di affetto, un nido caldo; la seconda nascita [della fede] (cfr. Gv 3,5 renatus fueris, chi non rinasce dall’Alto), un ambiente cattolico, un ambiente parrocchiale adatto perché la tua anima vivesse in un paese caldo. E poi, e poi, in seguito, racconta un po’ le grazie che hai ricevute: bambinetta, più avanti, nel catechismo, frequenza alla chiesa e poi buoni suggerimenti, ispirazioni e finché sei arrivata fino a lì, all’entrata. “Fatto cristiano”. Oh, allora noi abbiamo utilizzato, abbiamo corrisposto a tutti questi doni, a queste dimostrazioni di amore? E chi non ama colui da cui tanto è amato? Che cosa si deve dire di costui che non ama? Che non sa dire un “grazie”? Nel Vi adoro lo diciamo: “Vi ringrazio di avermi creato” e “vi amo con tutto il cuore”. È tutto il cuore lì, in Dio? E ti ha dato la Madre celeste, e ti ha dato un angelo [ad] accompagnarti, l’Angelo Custode. E poi, buoni maestri, buone maestre, buone consigliere, buoni consiglieri. [...] Sia lodato Gesù Cristo.
Beato Giacomo Alberione